La voce di Radio Spagna Libera

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Ricercare gli ultimi brigatisti in vita non è un lavoro propriamente facile. Esiste anche una pagina apposita su Wikipedia ma le lacune sono notevoli, come ogni cosa che riguarda questa guerra.Tra le persone che ho contattato c’è anche il presidente dell’AICVAS, Italo Poma, figlio del brigatista Anello Poma. Un simpatico bresciano con la passione per la ricostruzione delle storie della Guerra di Spagna. Mentre parlavamo di vecchi partigiani, di pellicole perdute da ritrovare negli archivi RAI, butta lì una mezza frase: e poi ci sarebbero i fratelli Grossi di Napoli, Ada e Aurelio, anche se non so se Aurelio sia ancora vivo. “Scusa, e chi sarebbero?”, gli faccio io. “Fratello e sorella che hanno partecipato alla guerra, insieme al padre Carmine, la madre, Maria Olandese, e l’altro fratello Renato, senti lo storico Giuseppe Aragno per conoscere la loro storia”. “Ma allora non sono tutti morti i combattenti italiani nella Guerra di Spagna”, è la prima cosa che penso tra me e me. Contatto Aragno e vengo a conoscere la storia di una famiglia di socialisti napoletani che dopo l’omicidio Matteotti, per sfuggire alle persecuzioni fasciste emigra in Argentina e allo scoppio della Guerra civile spagnola parte alla volta della Spagna. Qui fondano la radio Spagna libera che trasmette verso tutta l’Europa per sensibilizzare alla causa repubblicana. Ada, allora diciannovenne, è la giovane voce di quella radio a cui si dedicherà fino a che i contrasti tra il PCE e suo padre non la indurranno a lasciarla . Aurelio e Renato combattono come telegrafisti nell’Esercito popolare. Renato resta sconvolto dall’esperienza spagnola e le forzose cure degli ospedali psichiatrici lo destabilizzarono per sempre fino alla sua morte, nei primi anni 2000. Aurelio, invece, è ferito e perde un occhio. Di loro si perdono completamente le tracce fino a quando lo storico Giuseppe Aragno, durante alcune ricerche di archivio, si imbatte nuovamente in loro e scopre che Ada e Aurelio sono ancora vivi e sono tornati a Napoli. Di loro non ci sono interviste edite e, sebbene non siano in buone condizioni di salute, proveremo ad ascoltare la loro storia, raccontata da Aragno alla loro presenza. Sarà il nostro modo per rendere omaggio al coraggio di questa famiglia.

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