“E quando ho visto i fascisti arrivare, ho preso il treno e sono andato in Spagna”

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I funerali del brigatista internazionale Antoine Pinol

Antoine Piñol è morto il 2 settembre del 2016 all’età di 101 anni. Lo avevamo incontrato nel luglio del 2015 nella sua casa di Le Passage, vicino Toulouse. Prima di lui non avevo mai incontrato un uomo che avesse già vissuto per cento anni e l’idea di intervistarlo sulle sue memorie della guerra di Spagna, accaduta 80 anni prima, era un azzardo a cui andavamo incontro con la serena consapevolezza di compiere un gesto audace ma non sostituibile. Il valore delle sue parole pronunciate dalla sua voce era e resta più grande delle ferite che la sua memoria aveva ricoperto con pietosi veli e vistose cicatrici. Ma la guerra di Spagna gli aveva lasciato oltre a numerose schegge di mitraglia nel corpo anche alcuni vividi ricordi nella mente. Mentre Mauro conduceva l’intervista in francese io, pur non afferrando tutte le sue parole, coglievo lo sforzo del mio amico nel tirargli fuori le risposte che ci attendevamo, comprendevo che Antoine  in alcuni casi ammetteva di non ricordare alcuni particolari su cui lo interrogavamo. Altre volte procedeva spedito nel racconto, sereno, a tratti sorridente ma quasi in difensiva per non lasciarsi scaraventare da noi nel turbinio di quei ricordi di guerra. Eppure era proprio quello che volevamo, era il motivo per cui eravamo arrivati in quel piccolo paesino del sud est della Francia dove trovarono rifugio molti dei combattenti internazionali dopo la sconfitta subita in Spagna. Nei mesi successivi la sua intervista è stata sbobinata e tradotta e così ho potuto finalmente conoscere esattamente quello che ci aveva detto. Quell’uomo fragile, consapevole della fine prossima del suo viaggio, ci aveva regalato alcuni passaggi affilati come lame, come quando ci raccontò del motivo per cui era andato  a combattere in Spagna: “quando ho visto arrivare i fascisti, ho preso il treno e sono partito“. Dunque la cifra di quell’uomo era sempre stata quella, sintetica, diretta, estremamente efficace. Negli ultimi anni, dopo la morte della moglie che aveva conosciuto in Spagna, Antoine è restato solo. A prendersi cura di lui una vicina di casa, a cui la moglie poco prima di morire lo aveva affidato: Janine. Cosa che lei ha fatto fino alla fine. Quando abbiamo appreso della sua morte Mauro ha chiamato Janine e lei ci ha raccontato degli ultimi tempi, Antoine s’era gravemente ammalato e la malattia gli creava incubi che lo strappavano al sonno. Antoine, spero che tra le tante immagini che si sono affacciate alla tua mente tra le ultime ci siano state anche quelle della terra libera di Spagna. Scusaci se t’abbiamo trascinato con insistenza nei ricordi terribili di quella guerra. Adesso tocca anche a noi raccontare i tuoi ricordi. Non può essere la stessa cosa ma faremo del meglio di cui siamo capaci. ¡Salud y República!

 

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