Che il ricordo non si perda

foto-di-antoine

Quando io e Mauro siamo andati ad intervistare il brigatista internazionale Antoine Pinol abbiamo conosciuto Janine, una vicina di casa che lo assisteva dopo che era restato solo. Quando Antoine è morto ci ha chiamato e ci ha detto che ci avrebbe mandato alcune sue foto. Oggi queste foto sono arrivate. Io credevo che sarebbero state delle scansioni e, invece, sono gli originali. C’è tutta la vita di Antoine: Antoine da giovane, poco prima che partisse per la Spagna, sua moglie Candide crocerossina che si innamorò di lui mentre gli curava le ferite che poi gli impedirono anche di avere dei figli, le vacanze in Spagna dopo la guerra. Ho capito che Janine, insieme all’unico nipote di Antoine, crede che sia giusto che siamo noi a tenere queste foto. Forse perché siamo gli ultimi ad averlo incontrato o forse perché ha visto qualcosa in noi, magari la pervicacia con cui abbiamo strappato ad Antoine i suoi ultimi ricordi, magari perché Antoine amava gli italiani con cui aveva combattuto. Non lo so ma capisco che se non la raccontiamo noi la storia di questo ragazzo che ha rischiato la sua vita per combattere il fascismo, che ha portato per sempre addosso le ferite e la solitudine di quella scelta allora non la racconterà più nessuno. E’ un onore avere questo compito. Ed anche una grande responsabilità.

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