L’ultimo Gudari

Era un venerdì d’estate e il giovane José era in una festa popolare, si divertiva con i suoi amici e ballava. Dal mare arrivava la brezza fresca del porto di Bilbao, guardava una ragazza e pensava che avrebbe dovuto invitarla a ballare. Mentre cercava il coraggio per farlo arrivano le guardie d’asalto e annunciano che l’esercito si è sollevato. José capisce subito che ormai è inutile invitarla, non avrà il tempo di poterla conoscere. E’ il 17 luglio 1936 e José ha solo 17 anni.  Il giorno dopo si presenta come volontario nella milizia del battaglione San Andrés, organizzato dal sindacato basco. Per lui è iniziata la guerra civile in difesa della Repubblica e della sua Euskadi.

José giovane
José Moreno da giovane

All’inizio lo impiegano nella costruzione delle trincee. Col passare del tempo i baschi capiscono che se vogliono mantenere le autonomie concesse dalla Repubblica dovranno difendersi con fermezza dall’aggressione dell’esercito franchista appoggiato da Hitler e Mussolini. Intorno alla città di Bilbao viene costruita una cintura chiama “La cintura di ferro” , costituita di fortini, nidi di mitragliatrici, depositi di munizioni, trincee e camminamenti.  Ma il suo progettista, l’ingegnere Alejandro Goicoechea, tradirà e passerà i progetti all’esercito golpista, indicando i punti deboli e i passaggi ancora non ultimati e che faciliteranno l’aggressione e la conquista della città di Bilbao.

 

Nel febbraio del 1937 José diventa fuciliere, giusto in tempo per partecipare alla battaglia di Durango. Si trova proprio nei dintorni di Durango il 31 Marzo del 1937 quando verso le 8 del mattino inizia un bombardamento contro la cittadina basca priva di istallazioni militari o di truppe. Ma chi esegue il bombardamento questo lo sa, il suo scopo non è attaccare l’esercito basco ma terrorizzare la popolazione. E’ il primo attacco terroristico nello storia militare contro una popolazione cittadina inerme. Ad eseguirlo sono gli italiani dell’aviazione legionaria mandata da Mussolini. I morti sono quasi 300, più di quelli di Guernica, massacrati 26 giorni dopo dalla legione Condor. José resta uno degli ultimi testimoni di questo crimine di guerra per cui l’Italia non ha mai risposto.

 

Nell’Agosto del 1937, quando il governo basco ritiene impossibili le speranze di resistere stipula una resa con l’esercito italiano che prevede per i soldati baschi (i gudaris) la possibilità di lasciare il paese e per chi resta di aver salva la vita. Ma gli italiani tradiscono i patti e accondiscendono alle pretese di Franco, abbandonando i prigionieri alle vendette e alla repressione dei golpisti.

Oggi José ha 100 anni e non ha ancora perso la sua voglia di lottare e di raccontare la sua storia.  La storia dell’ultimo volontario basco, la storia dell’ultimo Gudari.

José oggi con Mauro
José Moreno durante la nostra intervista (Maggio 2019)
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