Il film è terminato!

Il viaggio è stato lungo e avventuroso ma alla fine siamo arrivati in porto. La prima volta che concepimmo l’idea di questo progetto erano le prime ore di martedì 19 maggio del 2015 (abbiamo consultato alcune mail che ci scambiammo subito dopo) ed eravamo in un bar verso l’ora di chiusura (può sembrare l’inizio di un racconto alla Hemingway ma questo non deve farlo sembrare meno vero). Alla fine di una serata passata a discutere dei soliti argomenti che legano due vecchi amici, spuntò fuori lei, la Spagna, la guerra civile, gli uomini che scelsero di andare a combattere per difendere la Repubblica. Era uno dei nostro topos che s’era formato negli anni, anche per colpa di Ken Loach e delle sere a discutere di rivoluzioni possibili e impossibili. Dapprima nacque l’idea di un viaggio per incontrare gli ultimi volontari, poi quella di filmare i nostri incontri. L’idea iniziale era quella di prendere degli appunti visivi per un racconto da condividere con i nostri amici quando saremmo tornati dal viaggio. Sempre che di volontari ce ne fosse ancora qualcuno vivo nel 2015. Era dal 2011 che non toccavamo quell’argomento e da quel momento non volemmo più informarci su chi fosse rimasto ancora vivo, per non partecipare della triste e inesorabile conta delle morti degli uomini che viaggiano sul secolo d’età. Eravamo quasi certi che il nostro viaggio sarebbe terminato ancora prima di iniziare per “incompatibilità biologiche” tra il 1936 e il 2015 e, invece, quei centenari che la vita se l’erano giocata tante volte dovevano ancora riservarci molte sorprese.

E’ stato un continuo di scoperte e di rincorse contro il tempo fino alla primavera del 2018 (in realtà anche fino a quella del 2019). Tre anni passati ad inseguire dei placidi centenari a cui avevamo alcune domande da porre che poi, in fondo, era una sola: “perché l’hai fatto?”

Mentre li rincorrevamo ai quattro angoli della Terra in cui s’erano andati a riposare, chi nella propria terra d’origine, chi nella terra d’esilio che l’aveva accolto, abbiamo dovuto risolvere anche qualche altro problemino, come trovare i soldi per fare questo film, imparare a girare, a prendere l’audio, a mettere le luci, formare una squadra che rendesse compatibili riprese di tutti i tipi (compresi i due cellulari degli autori), montasse, aggiungesse musiche, suoni (e togliesse quelli sbagliati), colori e animazioni a questo nostro racconto. Un lavoro che è stato possibile solo grazie all’aiuto dei tantissimi che ci hanno dato una mano, chi mettendoci del denaro, chi del tempo, chi le sue conoscenze, chi la sua arte. Un giorno, a chi vorrà, racconteremo anche i dettagli di quest’impresa. Per il  momento vi basti sapere che dal quella notte di maggio del 2015 fino ad oggi non è passato un solo giorno senza qualcuno di noi lavorasse, pensasse, si occupasse di questo film.

Il film è finito ed ora si apre il suo viaggio per farsi conoscere. Noi l’accompagneremo per quanto ci sarà possibile ma poi speriamo che sappia camminare anche sulle sue gambe. Abbiamo disegnato un percorso: abbiamo scelto di dare subito in visione riservata il film a tutti i sottoscrittori del crowdfunding sia perché formalmente ne sono i produttori e quindi ne hanno diritto sia perché lunga è stata l’attesa tra la data di conclusione promessa e quella reale (nei prossimi mesi invieremo ai sottoscrittori anche i perks promessi: dvd, locandine, etc); stiamo inviando il film a diversi festival, sia nazionali sia internazionali, e per il momento questa è la priorità; a partire dall’autunno (o giù di lì) potranno aver luogo le proiezioni pubbliche (alcuni hanno già acquisito questo diritto in fase di crowdfunding, gli altri potranno contattarci per organizzarle).

Grazie a chi ci accompagnato in questo viaggio che pensavamo fosse solo un film e, invece, era un pezzo di vita.

A presto

Pasquale, Mauro e tutto il CSI.

Franco, che vada all’inferno!

Giovedì 24 ottobre 2019, a quasi 44 anni dalla sua morte, i resti del dittatore fascista Francisco Franco sono stati finalmente portati via dalla Valle dei Caduti verso un cimitero pubblico. La Valle dei Caduti è il grande cimitero monumentale che Franco fece costruire, anche sfruttando il lavoro coatto dei prigionieri repubblicani, per sancire la pacificazione forzata in cui volle equiparare aggrediti ed aggressori, fascisti e difensori della libertà.

Dopo molti sforzi finalmente la Spagna riesce a fare un altro significativo passo simbolico verso il definitivo superamento dell’eredità franchista.

Abbiamo voluto raccogliere la reazione a questa notizia di uno dei protagonisti del nostro film, Virgilio Fernandez del Real, ultimo combattente della XII Brigata Internazionale. Nel 1936 Virgilio era ancora minorenne ma non esitò ad inquadrarsi come volontario nelle file repubblicane. Oggi Virgilio ha più di 100 anni e si porta dietro tutti gli affanni dei suoi malanni ma il suo spirito è ancora indomito, come anche la sua rabbia verso chi gli rubò la gioventù, i sogni e le speranze. Seppure con fatica, non ha voluto farci mancare le sue parole che ci arrivano dal Messico, sua patria d’esilio dai tempi della sconfitta:

 

Diceva Bertolt Brecht

Voi che riuscirete a salvarvi

dai gorghi dove fummo travolti

pensate,

quando parlerete delle nostre debolezze,

ai tempi bui cui siete scampati.

Noi cambiammo più spesso paese che scarpe.

Andammo, disperati, in mezzo alle guerre

quando regnava solo ingiustizia.

Eppure lo sappiamo:

anche l’ira contro l’ingiustizia fa roca la voce,

anche l’odio contro la bassezza stravolge il viso.

Noi che volevamo apprestare il terreno alla gentilezza

non potemmo essere gentili,

ma voi, quando sarà venuta l’ora

che l’uomo sia un aiuto all’uomo,

pensate a noi con indulgenza.

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Virgilio Fernandez del Real durante la guerra civile

 

Per quanto riguarda noi,  pensiamo a Virgilio e agli uomini come lui non solo con grande indulgenza per la rabbia che si portano dentro ma soprattutto con infinita gratitudine per la  forza ed il coraggio che trovarono nel 1936 e che ancora dimostrano.