Grazie!

Ieri, domenica 24 luglio, alle 24 si è conclusa la nostra campagna di crowdfunding, con un rush finale davvero sorprendente. Dopo aver dato conto in tempo reale sulla nostra pagina facebook del suo andamento vi diamo un primo resoconto a mente fredda.
Sulla piattaforma di Produzioni dal Basso abbiamo raccolto: 4833 euro
Fuori dalla piattaforma abbiamo raccolto: 329 euro (comprensivi della vendita della tavola di Alessio Spataro)
Il totale è: 5162!
Alcuni bonifici sono ancora in corso di esecuzione per cui la cifra finale potrebbe essere un po’ diversa
Il totale raccolto è una cifra lorda a cui dobbiamo sottrarre i costi di gestione della piattaforma di crowdfunding, i costi delle transazioni di Paypal e altre spese di gestione per le nostre iniziative pubbbliche, questi costi ammontano a poco meno del 10% (esattamente 372,13). Dunque l’esito netto è: 4789,87 euro. Da questa cifra dovremo ricavare anche la produzione e l’invio dei perks (dvd e altri gadget) per i sottoscrittori che possiamo stimare avere un costo di circa il 10-15% del totale (500-700 euro), il che ci porterebbe ad una cifra disponibile di circa 4000 euro.
Sappiamo che a settembre ci sarà un’asta a nostro favore organizzata dalla Galerie Thierry Chauvelot e magari potrebbe arrivare anche qualche altra sorpresa.
I donatori sono stati oltre 100!  Abbiamo trovato anche due nuovi produttori, Francoise Piccinno e Giancarlo de Vivo (diciamo anche quasi 3 contando l’incredibile impegno su tutti i fronti di Andreas Znz) e chissà che non ne spunti un altro!
Per noi è stata un’esperienza incredibile che ci ha messo in contatto diretto con tantissime persone, ci ha permesso di capire meglio quanto sia sentita ed importante la storia che stiamo raccontando.
Questo viaggio continua ma ora siamo molti di più a farlo insieme.
grazie!

L’ultima frontiera

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Esino Marinelli – Brigata Garibaldi

Chi segue il nostro lavoro sa che le interviste ai reduci le abbiamo terminate nel settembre dello scorso anno, incontrando Aurelio Grossi. Mentre ci trovavamo nell’organizzazione della fase della post-produzione mi arriva un messaggio su facebook da una ragazza di Mantova che mi informa di conoscere un reduce della guerra di Spagna, Diviso Marinelli, che ha combattuto nell’esercito fascista. Le spiego che il nostro lavoro non contempla le interviste con i reduci dell’altro versante non perché noi non sentiamo interesse per la loro storia e neppure per una sorta di astio che certo non possiamo permetterci: studiando la storia delle Brigate Internazionali abbiamo ben capito come già loro distinguessero nettamente tra fascismo e soldati dell’esercito fascista che per lo più era povera gente senza nessuna velleità politica. Semplicemente era fuori dal tema del film, il nostro film vuole parlare delle scelte individuali in nome di ideali di libertà e, quindi, il percorso delle interviste è tracciato da una sola parte. Ma lei non mi aveva ancora detto tutto, questa storia era molto più complessa di come poteva sembrare. Innanzitutto per una questione di definizione, sebbene inquadrato nel CTV (il corpo volontario), Diviso non aveva scelto liberamente di partire ma era stato iscritto nelle liste da un suo compaesano (tal Olivo Cuoco). Episodio chiarificatore sulla natura di quei soldati ma questo non spostava la questione, Diviso era parte di un’altra storia. Fino a quando non mi rivela un elemento assolutamente inaspettato: Diviso Marinelli aveva combattuto a Guadalajara e in quella battaglia era morto suo cugino, Esino Marinelli, combattente della Brigata Garibaldi.

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il retro della foto di Esino Marinelli

In un primo tempo non riuscivo a credere di essermi imbattuto in una storia tanto intricata, inquietante e drammaticamente simbolica, fino al punto di sembrare un film nel nostro film. A quel punto ho cominciato una serrata verifica delle fonti, sia su Diviso sia su Esino. Ho controllato lo stato di servizio di Diviso, i documenti negli archivi dell’INSMLI: tutto tornava. I due cugini avevano combattuto uno contro l’altro nella stessa battaglia. Più procedevo nella ricerca più trovavo dettagli e conferme inaspettate. La divisione di Diviso, Fiamme Nere, e la brigata Garibaldi si erano affrontate direttamente nei pressi della città di Brihuega e nell’assalto al Palazzo Ibarra. Leggendo il diario di Diviso Marinelli ho trovato le tracce della sua presenza nei dintorni di Brihuega e del Palazzo Ibarra proprio nei giorni di quegli scontri. I due cugini non erano solamente presenti nella battaglia di Guadalajara (che dura 15 giorni su un fronte di decine di chilometri), Diviso ed Esino si erano letteralmente sparati addosso tra i giorni 11 e 14 del Marzo del 1936. Per uno strano caso del destino, nonostante Esino fosse un combattente come tanti altri, trovo molta documentazione su di lui. Alcune notizie mi lasciano stupefatto. Attraverso un mio amico storico vengo a conoscenza di una lettera scrittagli dalla madre un mese prima della sua morte, una lettera che non gli è mai giunta perché sequestrata dalla censura fascista. Trovo una testimonianza diretta sul ferimento di Esino nel libro su Guadalajara di Olao Conforti, che lo vuole presente il 14 sera presso il posto di medicazione di Torija, qualcuno dei suoi compagni descrive come è vestito, giubba kaki e maglione nero, è ferito alle gambe. Forse è stato ferito proprio durante l’assalto che le Brigate Internazionali fanno contro le truppe fasciste asserragliate lì dentro. Ma Diviso dov’è il 14 marzo? Per caso è proprio nel Palazzo Ibarra? Forse hanno combattuto uno contro l’altro nel giorno in cui probabilmente è stato ferito Esino? Dal diario di Diviso non si evince.

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mappa della battaglia di Guadalajara

A questo punto so troppe cose su Esino Marinelli. So che era emigrato in Francia all’età di 12 anni con il padre, dopo la morte del padre rimane in Francia come operaio nelle industrie metallurgiche e con quel che guadagna mantiene la sua famiglia restata a Genga. So che diventa un militante comunista ricercato dall’OVRA. Quando si formano le Brigate Internazionali è tra i primi a partire e nell’ottobre del 36 è già in Spagna a combattere. Partecipa alle battaglie di Cerro Rojo, Pozuelo, Boadilla Mirabueno, Majadahonda, Arganda, difende Madrid alla Casa del Campo. Trovo la testimonianza di un suo commilitone sul ferimento che lo porterà alla morte una settimana dopo:  riferisce che è stato colpito assaltando un carro armato con bombe a mano. A quel punto capiamo che dobbiamo raccontare la sua storia, capiamo che la sua vicenda e quella di suo cugino rappresentano in modo straordinario la spaccatura verticale prodotta dalla guerra di Spagna. E solo Diviso può  ancora raccontarcela con le parole di un testimone diretto.

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Intervista a Diviso Marinelli- Mantova 16 luglio 2016

Sappiamo che non sarà un’intervista facile, sarà diversa dalle altre, non solo per il ruolo di Diviso nella guerra ma anche perché noi gli porteremo delle informazioni sulla vita e sulla morte di Esino di cui lui non è mai stato a conoscenza per 80 anni. Lo facciamo nella convinzione che Diviso voglia sapere e nella speranza che possa ricordare altri particolari che aiutino ad inquadrare meglio questo episodio i cui contorni probabilmente conserveranno per sempre un margine di incertezza ma i cui dettagli emersi sono carichi di esemplare drammaticità.

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Diviso in Spagna (il primo da sinistra)

Quest’intervista ci ha riservato momenti di drammatica tensione, i materiali che abbiamo portato a Diviso gli hanno risvegliato ricordi sopiti, inaspettati e sorprendenti. Ancora una volta questa storia ci eccede, ci spiazza, ci interroga sulla nostra capacità di saperla raccontare. Dobbiamo riguardare il materiale, rifletterci su. E’ una storia importante, l’ultima, la più estrema. Il caso ha voluto che la incontrassimo al termine del nostro viaggio e noi non ci siamo sottratti.

 

 

Biliardino di Alessio Spataro per I primi saranno gli ultimi

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La tavola che vedete raffigurata qui proviene dalla graphic novel Biliardino di Alessio Spataro che ce ne ha fatto dono come perk per la campagna di crowdfunding del film I primi saranno gli ultimi, associata ad una donazione di 150 euro.

Biliardino racconta la storia di Alejandro Finisterre, poeta, inventore, editore a cui si deve l’invenzione del biliardino. Alejandro Finisterre fu ferito nel novembre del 1936 in un bombardamento su Madrid ad opera delle forze franchiste. Ricoverato in un ospedale di Montserrat insieme a molti bambini mutilati ed impossibilitati da giocare al gioco del calcio inventò il biliardino per permettere loro di poter ancora divertirsi.

Chi ha amato l’avvincente libro di Alessio Spataro, chi vuole conservare un ricordo di questa storia può avere questa tavola facendo una donazione a favore del film I primi saranno gli ultimi. Un modo per far incontrare ancora una volta due storie che 80 anni fa si intrecciarono in modo indelebile. Chiunque fosse interessato ad acquistare questa tavola può scrivere a csi@csi-project.org
grazie, ne faremo un buon uso.
Seguiteci su:
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Altre notizie su Biliardino qui:
http://alessiospataro.blogspot.it/2015/01/biliardino-bao.html
http://www.baopublishing.it/shop/dettaglio/978-Biliardino
http://www.fumettologica.it/2015/10/biliardino-intervista-alessio-spataro

Esa lámina original es del cómic Futbolín de Alessio Spataro. El autor  nos la ha regalado como “perk” para la campaña de crowdfunding del documental “Los primeros serán los últimos” (I primi saranno gli ultimi). Para conseguirla hay que contribuir al proyecto con 150 euros.
Futbolín cuenta la historia verdadera de Alexandre de Fisterra, poeta, inventor y editor. Fue el inventor del futbolín. En noviembre 1936, Alexandre de Fisterra quedó herido en uno de los bombardeos  franquistas de Madrid durante la Guerra Civil Española. Estuvo ingresado en un hospital de Montserrat junto à muchos niños mutilados que no podían jugar al futbol. Por eso inventó el futbolín, para que los niños pudieran divertirse.
Futbolín acaba de ser publicado en España (http://www.megustaleer.com/libro/futbolin/ES0148035). Si quieres guardar un recuerdo de esta historia, puedes conseguir esa lámina a través de una contribución en la plataforma crowdfunding del documental. Es una manera para hacer encontrar una vez más estas historias que se cruzaron indeleblemente hace 80 años. Cualquiera persona interesada en comprar esta lámina puede también escribir a : csi@csi-project.org

Muchas gracias!
La página crowdfunding:
https://www.produzionidalbasso.com/project/i-primi-saranno-gli-ultimi/
Síguenos en Facebook:
https://www.facebook.com/iprimisarannogliultimi/

Páginas de Alessio Spataro:
https://www.facebook.com/Alessio-Spataro-89950132206/

Mas sobre futbolín:

http://www.elcultural.com/noticias/letras/La-lista-final-para-la-Eurocopa/9412
http://www.libropatas.com/comics/futbolin-comic-recuperar-la-novelesca-biografia-del-inventor-del-futbolin

International teaser

We present the international teaser of the documentary “The first shall be the last”. It has subtitles in english, french and spanish

 

 

 

Il teaser

Quello che vedete qui è il primo estratto che abbiamo montato dal nostro materiale. E’ il frutto della visione e della scalettatura di diverse decine di ore tra girato e filmati di repertorio. Il girato prima di essere selezionato è stato tradotto in italiano e successivamente tradurremo il montato anche in altre lingue. Le nostre immagini provengono da fonti di ripresa diverse (una reflex e due smartphone) e, quindi, devono essere omogeneizzate con un significativo lavoro di correzione del colore. L’audio degli autori è stato ripreso volontariamente (ma anche necessariamente) in modo ambientale e, quindi, richiede un trattamento per renderlo più intellegibile. Stiamo scegliendo e componendo delle musiche originali per il nostro progetto. Se vuoi sostenere questo progetto puoi farlo in molti modi, contribuendo alla campagna di crowdfunding, diffondendo la nostra comunicazione o anche entrando nella squadra che ci sta lavorando. Sarà un viaggio lungo ma affascinante, fatelo insieme a noi!

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Un ringraziamento speciale ai nostri Mediapartner che ci stanno sostenendo nella comunicazione in questa fase

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e all’associazione dei reduci combattenti volontari antifascisti nella guerra di Spagna che ci ha concesso il patrocinio

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